Vodafone Station Revolution: linea lenta, che cade, improvviso cambio di indirizzo IP

Tipicamente l’installazione della Vodafone Station Revolution avviene da parte del cliente senza alcun intervento tecnico presso la sua abitazione. I pochi passi da seguire sono sempre i soliti: staccare il vecchio modem/router, collegare i fili della Station, accenderla, attendere il setup e collegarsi finalmente ad Internet. La maggiorparte delle volte questa operazione va apparentemente buon fine ma nel tempo si possono riscontrare alcuni fastidiosi comportamenti quali:

  • linea lenta
  • linea che cade
  • improvviso cambio di IP da parte della Station con perdita delle sessioni aperte

Questo comportamento anomalo è causato il più delle volte da piccoli problemi sulla linea fisica, che un intervento tecnico risolverebbe in pochi minuti. In particolare, i requisiti di “qualità” richiesti dalla linea Fibra potrebbero non risultar soddisfatti, provocando inutili frustrazioni nella clientela finale.

Prima di aprire la richiesta di un intervento tecnico presso la propria abitazione, è possibile verificare che la linea in entrata nella Vodafone Station risponda ai seguenti requisiti minimi:

  • il cavo telefonico utilizzato è quello fornito con la Station o comunque non è un cavo vecchio ed usurato
  • la presa telefonica è sufficientemente vicina e non vi sono altri dispositivi collegati, neppure spenti
  • la linea che arriva alla presa telefonica è quella principale e non corrisponde ad alcuna derivazione secondaria
  • l’impianto telefonico dell’appartamento non ha derivazioni, ovvero la linea che arriva alla presa telefonica è l’unica dell’appartamento

In particolare la necessità che la linea che arriva alla presa telefonica sia l’unica dell’appartamento è un importante requisito per garantire un segnale di qualità verso la Vodafone Station. Eventuali derivazioni, seppur non utilizzate, potrebbero infatti creare inutili effetti “capacitivi” che abbasserebbero la qualità del segnale.

Disturbi trasmessi per effetto delle capacità parassite: accade infatti che due fili tra di loro isolati formano una struttura simile ad un condensatore (due conduttori separati da un dielettrico). Se tra i due conduttori vi è una differenza di potenziale variabile nel tempo nel condensatore parassita passa corrente che fa interferire i segnali presenti. Ovviamente l’effetto è influenzato dalla distanza, dalla lunghezza/superficie, dalla frequenza del segnale e dall’ampiezza della tensione.

Il consiglio dunque è quello di eliminare vecchie derivazioni all’interno dell’impianto telefonico casalingo, portando l’unico segnale entrante nell’appartamento all’interno della Vodafone Station Revolution.

Abbonamenti indesiderati sul proprio cellulare: cosa fare

smsEcco qui una breve guida che spiega cosa fare nel caso di attivazione non richiesta di abbonamenti indesiderati sul proprio cellulare, tipicamente con un costo che si aggira attorno ai 3-5 Euro alla settimana.

La prima cosa da capire è questa: come è potuto succedere?

Accade sempre più spesso che, utilizzando il cellulare e in particolar modo il browser web dello stesso, si clicchi accidentalmente su qualche banner o immagine pubblicitaria che richiama quello che gli esperti del settore chiamano “servizio a valore aggiunto”.

Di fatto, toccando anche accidentalmente l’immagine (il più delle volte ingannevole), il browser web viene reindirizzato ad uno speciale link che riesce ad ottenere il riferimento del numero telefonico collegato al cellulare che stiamo usando e, di conseguenza, ad attivare sul conto telefonico dello stesso una qualche forma di “abbonamento”.

Se l’azienda che eroga il servizio è seria, oltre all’informativa preventiva dei costi indicata sul banner, generalmente invia via SMS un codice di conferma che dovrà essere inserito all’interno del browser, in modo che l’attivazione sia consapevole da parte dell’utente e si instauri un vero e proprio “contratto di servizio” tra erogatore del servizio e fruitore dello stesso.

Il più delle volte però non funziona così. Il semplice “click” su un link poco chiaro attiva un abbonamento, nella totale inconsapevolezza dell’utente che si ritrova, dopo, a dover rincorrere l’impossibile per disattivare il servizio.

Cosa fare dunque? Le azioni sono di due tipi:

  • azioni preventive (genitori…attivatevi sui cellulari lasciati ai figli!)
  • azioni risolutive nel caso di abbonamenti già attivati

Azioni preventive

L’unica vera e più efficace azione preventiva è quella di chiamare il proprio fornitore di servizio di telefonica mobile (ad esempio Vodafone al 190), parlare con un operatore e chiedere di disattivare l’invio di SMS a valore aggiunto (ovvero attivare il barring SMS). Cosa significa? Poichè il conto telefonico è gestito dall’operatore di telefonia mobile, che funge come da “cassiere”, l’azienda che eroga l’abbonamento può ottenere i soldi prelevati dal nostro conto solo se il proprio SMS (ad esempio l’SMS di oroscopo giornaliero alla magica cifra di 5 Euro alla settimana) è stato correttamente consegnato all’utente finale.Tuttavia solo l’operatore di telefonia può consegnarci il costoso SMS  e se questa cosa non va a buon fine (perchè ci siamo opposti chiedendo che non vengano consegnati) l’operatore di telefonia non può prelevare alcunchè dal nostro conto telefonico. L’opzione preventiva di disattivazione dell’invio di SMS a valore aggiunto, permette quindi di non ricevere mai più costosissimi SMS e quindi, in altre parole, impegna l’operatore di telefonia mobile a non prelevare mai soldi dal nostro conto telefonico per consegnarli a terzi.

Azioni risolutive nel caso di abbonamenti già attivati

E se ho un costoso abbonamento già attivato? A fronte di una situazione di questo tipo è opportuno distinguere tra un abbonamento consapevolmente sottoscritto o un abbonamento che ci è piombato addosso senza che lo volessimo.

Nel primo caso (abbonamento consapevolmente sottoscritto) è necessario procedere con la procedura di disattivazione prevista dall’operatore del servizio. Bisogna infatti ammettere che qualche operatore, in tal senso, è trasparente e permette senza troppe difficoltà di disattivare il servizio a valore aggiunto.

Nel secondo caso, molto più frequente, è necessario procedere secondo i seguenti passi:

  • chiamare il proprio operatore di telefonia mobile e chiedere l’immediata disattivazione dei servizi a valore aggiunto;
  • chiedere il completo e immediato storno di tutte le operazioni effettuate dall’operatore di telefonia mobile riconducibili a servizi a valore aggiunto che, dovete dichiarare, “non sono stati autorizzati” (salvo controprova che l’operatore di telefonia mobile dovrà eventualmente opporvi per giustificare le movimentazioni svolte sul vostro conto);
  • nel caso in cui il secondo punto non vi venga immediatamente soddisfatto, dovrete dichiarare preventivamente all’operatore che vi rivolgerete al Co.Re.Com. di competenza per la richiesta di risarcimento del danno economico subito e dei conseguenti disagi.

In genere, il terzo punto – ben conosciuto dagli operatori di telefonia – è il discriminante per ottenere una preventiva e bonaria risoluzione del problema, ovvero uno storno di tutti gli addebiti ricevuti. Se tuttavia l’operatore resiste alla richiesta di storno, dovrete rivolgervi al più vicino Co.Re.Com. di competenza che, gratuitamente, procederà con una istruttoria di “conciliazione” tra voi e l’operatore di telefonia mobile per pervenire ad un accordo extragiudiziale a risoluzione del caso. Tale accordo è obbligatorio per legge, gratuito per il cittadino e, a meno di incontrovertibili prove scritte che voi abbiate sottoscritto “di pugno” un costosissimo abbonamento per ricevere un SMS “a valore aggiunto”, la cosa si risolve con lo storno di tutte le operazioni e, se volete, con un importo forfetario di risarcimento danni per il disagio subito (metti solo per il tempo speso per rivolgervi al Co.Re.Com.).

Per approfondimenti

 

 

 

 

 

Bloccare chiamate indesiderate o pericolose sul cellulare (Android)

callsblacklistCapita sempre più spesso, nonostante l’istituzione del registro pubblico delle opposizioni, che si venga chiamati sul numero di rete fissa da aziende nazionali o internazionali per proposte di natura commerciale. Dall’offerta dell’olio del Salento, ai servizi di energia o di telefonia, la questione è sempre la stessa: un disturbo continuo e ininterrotto in ogni momento della settimana, a qualsiasi ora.

Di più, è in notevole crescita anche il fenomeno delle chiamate indesiderate sul proprio numero di cellulare, più difficile da bloccare e sicuramente più fastidioso, essendo il cellulare sempre a portata di mano e, di conseguenza, anche il disturbo di dover capire chi chiama per comportarsi di conseguenza. Talvolta queste chiamate nascondono pericolose minacce, quali ad esempio chiamate a pagamento senza alcun preventivo avviso di addebito. La conseguenza è vedersi prosciugare il conto telefonico senza nemmeno saperlo.

Per i telefoni cellulari esistono tuttavia numerose app che vengono in soccorso e possono aiutare a filtrare le chiamate e pure gli SMS in entrata. Una di queste è la app Android Calls Blacklist di Vlad Lee disponibile sul marketplace al seguente indirizzo:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.vladlee.easyblacklist&hl=it

La app permette di inserire in blacklist numeri di telefono inseriti manualmente oppure importati dallo storico delle chiamate pregresse. Permette inoltre di inserire in blacklist pure la ricezione di SMS da specifici numeri, per non essere più importunati. Qualsiasi chiamata in entrata viene quindi filtrata dalla app che, nel caso di numero indesiderato, chiude la connessione automaticamente senza arrecare nessun disturbo.

Un’altra app, molto ben fatta, è Dovrei Rispondere di Mister Group s.r.o., sicuramente più articolata della precedente ma altrettanto efficace. La si trova al seguente indirizzo:

https://play.google.com/store/apps/details?id=org.mistergroup.muzutozvednout